30 agosto 2006, Transbenaco, di Riccardo
Cari funnisti,
vorrei dare anche io la mia piccola testimonianza di questa durissima regata che ha esaltato il mio animo e dato una discreta raddrizzata alla classifica del Funambolo.
Non voglio fare cronache particolareggiate di quelle 7 ore di bolina del sabato nè delle planate di spy sotto raffica o delle bonacce equatoriali davanti a Maderno.
Vorrei solo parlarvi di tre leggendari compagni: Adamo (prima regata in vita sua, nonché 4° uscita sul barca a vela), Luca (ricercato criminale psicopatico bresciano), Stefano (schizofrenico ingegnere dall’aspetto professionale durante la settimana ma fuori di testa nei week end ).
Quando il gioco si fa duro…. nel nostro caso… i matti iniziano ad esaltarsi. Normalmente la tensione cresce e i muscoli di tendono… l’occhio scruta le onde e pianifica la strategia…
NO! Su Funambolo si sentono solo barzellette e……
CAPITANO! CAPITANO! ARRIVANO I
MONSONI!!!!!!!!
E QUANTI SONO?!
MA CAPITANO SONO VENTI!!!??????????
FOSSERO ANCHE MILLE
ATTACCHIAMOLI!!!!!!!
A tutti voi raccomando di ripetere circa ogni 20 secondi queste semplici frasi, e come d’incanto tutte le sofferenze e tutte le difficoltà passeranno in second’ordine.
Buon vento a tutti, Riccardo Funambolo
3 agosto 2006 Trans Benaco Cruise Race
dal sito www.spaziovela.com
NEWS
Nata sotto una buona stella la 20° Trans Benaco Cruise Race nello
scorso W.E. regata che si definisce come una prova generale della 100
Miglia ed una delle poche regate impegnative dove la distanza da
pecorrere, quasi 40 miglia, spesso mette a dura prova barche e
equipaggi.
Al cancello di partenza sabato mattina ben 100 imbarcazioni di diverse
classi Asso99, Dolphin, Protagonist, Fun e Ufo 22, partenza
difficoltosa davanti al golfo di Salò, non soffia vento, ma
nulla di male una volta sgranata la flotta il "PELER" vento del mattino
dà il benvenuto con raffiche di 25-30 nodi increspando il lago
fino a creare onde alte e fastidiose per la navigazione.
Due i rappresentanti del Team Spazio Vela presenti, Paolo angeli al
timone di ITA-287 e Cicio Canali al timone di ITA-175, entrambi oltre
che ingaggiarsi con manovre da brivido al limite del contatto riescono
a staccarsi dal gruppo dei Fun che all'arrivo della prima tappa a Riva
del Garda li vedevano primi e secondi di classe.
L'indomani mattina dalla Fraglia Vela Riva, Circolo ospitante ed
organizzatore con il Circolo Nautico Portese, si dà il via alla
seconda parte della regata, barche e uomini si misurano subito con il
forte vento che sotto spinnaker non fa mancare numeri da show,
straorze, alberi in acqua ecc. , ma la regata è lunga e la
bonaccia arriva per incanto, manca il vento da sud l'ORA e tutti
pensano che ormai sia finita, tattiche e strategie contano ben poco,
è il Leader Cicio Canali ad averne la peggio e pagarne le
conseguenze, fino a quel momento era in testa alla classifica,
sfortunato il suo ritiro.
L'altro portacolori del Team, il neo Presidente Paolo Angeli, dopo una
prepotente prima regata, nella seconda parte ha , rinsaldato con grinta
e determinazione la sua posizione, un secondo posto da podio, un grande
risultato per Paolo solo da pochi mesi si è dedicato alle regate
come timoniere. Tutto il Team esulta per lui !!!
All'arrivo del tappone ben 10 FUN, classe che per maestria del
Presidente A. Sueri e un gruppo di amici stà facendo rivivere e
che rischiava di sparire sul Garda, a oggi la classe vanta una flotta
di 15 imbarcazioni.
Alla fine della due giorni il Presidente stesso si è
congratulato con i partecipanti per la loro presenza indispensabile
alla vita della classe e in particolare ai vincitori che sportivamente
hanno dato il meglio di loro stessi.
Così al termine la classifica:
I° ITA-72 ALLOSENFUN di Alberto Azzi, II° ITA-287 WONDERFUN di
Giovanni De Giuli, III° ITA-350 DUMBO di Alcide Morani.
Visitando il nostro sito www.spaziovela.com troverete la classifica generale dettagliata.
A.Rotta
Uff. Stampa
www.spaziovela.com
31 luglio 2006, Cotto, di Giaime
Cotto, in una sola parola riassumo le mie condizioni psicofisiche al termine di una travagliata TransBenaco. Iniziata sotto i migliori auspici: dovevamo imbarcare un prodiere, ma arrivando in ritardo alla partenza, a causa del motore particolarmente restio al mettersi in moto, ci siamo giocati il 4°uomo.
Partiamo ovviamente dal lato peggiore, lontano dalla costa; ma arrivando in ritardo…
Superata isola Borghese, visto il continuo aumentare del vento, si pensa di cambiare la vela di prua. Ci guardiamo in faccia ed ecco che vengo eletto primo prodiere/timoniere della regata. La manovra di cambio prevede una buona dose di acqua addosso, un buon equilibrio, un pizzico d’incoscienza, la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità. La manovra seguente è provare a prendere una mano di terzaroli, ma la randa non lo prevede…
Decidiamo di virare per stare un filo più riparati sotto la costa Bresciana, ma appena passa la randa, cazzo la volante, continuo a cazzare, insisto, alzo lo sguardo e vedo la volante destra penzolare incastrata ad un cordino a sua volta incastrato nella volante opposta….
Abbiamo appena incrociato un protagonist senza l’albero, impressionato negativamente decido di ammainare la randa. Col fiocco decidiamo non senza qualche titubanza di proseguire. Arriviamo a Riva cotti, fradici, con la drizza della randa ed il carica alto come volanti. Ormeggio e subito passeggiata in testa d’albero. Il rinfresco me lo perdo per prendere camera nell’ostello.
Cena tutti insieme dove le facce sono cotte (dal sole e non solo…) ma la voglia di divertirsi sopravvive.
All’ostello dormo solo 3 ore, troppo caldo, troppo casino, troppa birra? Mah.
Il ritorno, sveglia alle 6.30, uscita e due prove con lo spi.
Alla seconda partenza siamo lievemente attardati ma niente di impossibile da recuperare, quando il vento inizia a diventare cattivo. Siamo tra i primi ad ammainare (siamo in 3) e la discesa è un massacro, per strambare, per cercare di surfare sulle onde (MITIKOO) e soprattutto vedendo che intanto gli altri se ne sono andati via tutti sotto spi (che toglieranno più avanti).
Arrivati nella piatta dopo campione, andiamo a caccia di refoli, che ci permettono di risalire alcune posizioni, ma di FUN nemmeno l’ombra. A Gargnano il vento riprende e boliniamo tranquilli fino a Maderno, dove il vento riprende a calare. Vediamo i Fun sulla costa veronese, pensavamo fossero arrivati tutti!!! Ed invece sono in molti fermi nel golfo. L’idea è dondolare tra le onde puntando isola Borghese, ma l’orario stimola qualcuno dell’Enturage (sono le 15,30), ad abbandonare l’impresa. Tuffo in acqua e smotorata fino al porto di Maderno.
Qualche considerazione: non ho l’allenamento per 2 giornate così lunghe, per la prima volta in vita mia ho obbligato l’equipaggio ad indossare i giubboni salvagente, non siamo ancora in grado di affrontare condizioni limite. Ma siamo solo alla prima stagione e mi sembra naturale…
Nota: Spettacolari le immagini che il lago ha regalato ai nostri occhi. Peccato non aver avuto il tempo per qualche fotografia…..
NoWindNoFun
31 luglio 2006, Trans Benaco Cruise Race, di Sergio
.. che se guardi il programma, pensi sia una cosa di tutto relax:
partenza il sabato mattina sul tardi, che svegliarsi presto, in questa
stagione di notti calde e sudaticce, è cosa spiacevole, arrivo nel
pomeriggio a Riva, serata conviviale con gli altri velisti, partenza
mattiniera la domenica per il rientro a Portese, ad orario abbastanza disagevole, ma si fa per poter sfruttare il peler, e il gioco vale la candela.
Le condizioni standard del lago di Garda fanno in modo che questa regata sia una lunghissima poppa, e che la vittoria si giochi, tutte e due le giornate, sull'imboccatura del golfo di Salò, in ingresso o in uscita.
Naturalmente, dato che non ci sono più le stagioni di una volta, le condizioni standard non si sono verificate, e il tutto si è tramutato in
due giorni di fatica e di stress.
E sì che la partenza di sabato sembrava da manuale: aria zero, dondolamento sulla linea di partenza, faticoso raggiungimento della costa veneta ad attendere l'ora, che è solita soffiare prima da quella parte.
Però invece dell'ora arriva un peler asincrono, che cresce d'intensità fino a superare i venti nodi, toccando a detta di molti i trenta sotto raffica.
Una lunghissima bolina, tra secchiate d'acqua e salti sulle onde (particolarmente spiacevole l'atterraggio di coggige su uno strozzatore) mette a dura prova la mia resistenza. Si giunge a Riva nel solito dedalo di boe piazzate per lo svolgimento di una quantità incredibile di regate, ma oramai siamo esperti, sappiamo quale boa dobbiamo cercare e non sbagliamo l'arrivo. Unica perplessità: le istruzioni parlavano di gavitello a poppa della barca comitato, mentre invece è a prua, ma sono dettagli di nessuna importanza.
Come il fatto che siamo arrivati una mezz'oretta dopo il primo di classe, naturalmente. Il ventone non è decisamente il nostro alleato migliore.
Ostello, doccia, rinfresco al circolo, birra e mojito al pub dell'oca, e
nanna relativamente presto, che mi fanno male anche muscoli che non sapevo minimamente di avere.
Domenica mattina bel pelerino leggero, peccato che la prima partenza venga annullata, e si ritardi di una buona mezz'ora il tutto. Si riparte, su lo spi, il vento aumenta, la barca accelera. E' la prima volta che mi capita di essere più veloce delle onde. Si stramba con qualche patema, la manovra non riesce proprio con la solita eleganza, ma comunque va. Il vento gira un po', quasi al traverso, e il capitano valuta che non è più sicuro tenere lo spi. Poi torna di poppa e lo alziamo di nuovo. O, almeno, cerchiamo di farlo, ma l'inqualificabile aggeggio si incaramella sullo strallo, fa corpo unico con il cavetto d'acciao e la drizza del genoa, ed è così contento di stare lì che non si riesce neanche ad ammainare. Ci vuole circa una mezzoretta a convincerlo del fatto che non ci fa una bella figura neanche lui, lì arrotolato, ed è il caso che venga a più miti consigli. In un modo o nell'altro ci riusciamo, stiamo sulla veronese perchè quando il vento girerà è qui che salirà per primo...
Non ci sono più le stagioni di una volta.
Cippa orribile e indegno arrivo quando ormai era passato il tempo limite. Anche ieri ho imparato qualcosina, comunque: tra i trenta nodi e la calma piatta è di gran lunga preferibile la prima condizione.
31 luglio 2006 Il giorno del buco del culo, di Gof (l'articolo, ma anche il culo)
Il giorno del buco del culo, che è più forte di tutte le forze della natura.
Sabato partenza alle 10 nella cippa totale a Portese. Dopo mezzora
arriva un po' di aria e iniziamo a muoverci. Dopo 15 minuti dobbiamo
togliere il genoa e mettere il fiocco.
Da lì a Riva poi tutta bolina con 20 - 30 nodi di vento da nord.
All'inizio andiamo forte, pian piano rosicchiamo il distacco dal Cicio
su Fun Follie, è un match race. Poi a un incrocio davanti a
Gargnano vediamo arrivare Wanderfun (che prima era nettamente dietro)
che è davanti a noi e dietro a Fun Follie.
Da lì, non so perché, smettiamo di guadagnare e iniziamo a perdere qualcosina dai due di testa.
Secchiate
d'acqua sul povero prodiere per cinque ore, a Limone le onde sembrano
calmarsi ma ... sono le raffiche che schiacciano l'acqua.
Entrati in Trentino il vento inizia a calare e dopo poco possiamo togliere il fiocco e rimettere il genoa.
Wanderfun,
che era davanti, non vede la boa giusta (solita moltitudine di boe a
Riva del Garda con più regate in contemporanea) e Fun Follie lo passa.
Noi arriviamo terzi con 3 minuti di distacco dal primo e due dal secondo.
Sono
le tre e quaranta, il primo assoluto (un asso 99) è arrivato da un'ora
e mezza: i fun quando il vento si fa duro si difendono sempre bene:
molte barche più grandi e invelate finiscono dietro.
Domenica
alle 8.30 partenza per il ritorno, perfetta, con il peler in poppa.
Partenza in barca al filo del via, liberi e lanciatissimi con lo spi...
"pooo poooooo poooooo" ma vaff, richiamo generale, quelli che sono
partiti in boa erano tutti fuori.
Ripartiamo sempre bene ma non
come prima, di nuovo in barca, siamo primi; il peler però rinfresca
prima sulla costa veronese e noi siamo dall'altra parte, quindi ci
troviamo dietro.
Il peler continua a crescere e siamo in difficoltà quando c'è da strambare.
Ci proviamo e via in straorzatona dalla quale usciamo bene, poi giù lo spi e ripartiamo col genoa.
Davanti vediamo che hanno problemi a strambare anche gli altri, invece saggiamente Dumbo decide di ammainare e stramba di genoa.
Ridiamo spi, siamo dietro, Fun Follie è davanti.
Il
peler molla, vanno tutti sulla veronese, a noi non importa arrivare
secondi o ultimi ... ci manteniamo fra il centro lago e la costa
bresciana.
Hanno più vento loro, sono sempre più lontani, non li
vediamo più ... quali saranno? Va be' ci abbiamo provato
è andata male.
Ogni tanto arriva un un refolino, poi ci fermiamo, facciamo il bagno...
Arriviamo all'altezza di Bogliaco e ... to ma quello sarà mica
un fun? Sì ... ha il genoa scuro ... è fun follie ...
è dietro!
Sì ma è dietro di un minuto al massimo, dobbiamo recuperarne tre.
Ci
incrocia a poppa mentre noi teniamo il centro lui prosegue verso la
costa bresciana verso le paludi di Toscolano ... non ne uscirà più e
dovrà di ritirarsi.
Da lì in poi ad arrivare a Portese sono due
ore d'inferno con i refolini di ora che faticano a farci muovere in
mezzo alle onde dei motoscafi. Comunque arriviamo primi con abbondante
vantaggio su Alcide e poi Wanderfun.
... il culo è grande in
questa giornata: premiazione, a sorteggio fra tutti i partecipanti
scooter elettrico ... aprono il bigliettino "vince lo scooter:
allonsenfun"
31 luglio 2006 Eccoci qui, del President
Noi i superfavoriti... ritirati???!!!
Sì! Non nascondo che qualcuno a Torri pensasse di avere l'assegno in tasca e altri la gloria.
Ma va bene così!
Per
quel che mi riguarda l'emozione in questi giorni è stata tanta! Prima
forse è stata ansia o panico visto la caviglia che mercoledì sera non
mi lasciava nemmeno uscire dal letto! Poi è stata orgoglio di stringere
i denti perchè io... alla Transbenaco volevo esserci!!!
Cicio o non Cicio! Sapete tutti quanto ami questa regata!
Passiamo alla cronaca!
Sabato
mattina! Forse qualcuno ha ragione che il president è troppo generoso!
Imbarchiamo quella felice cartolina di Luca Milesi che fiducioso del
mio Paolo viene prostituito in breve tempo tra due fun. Alla fine sale
su Funambolo e, arrivati a Riva, sapremo che avrà creato scompiglio con
le sue barzellette. Vi raccomando quella dei "monsoni" E' uno spasso la
barza e l'uomo che la racconta!
Ora ci troviamo ai due minuti un pò
in ritardo e in affanno ma il Cicio è bravo a trovare subito l'"Aria".
E che aria! Il Pèler che fino ad allora si era dimostrato timido da
poco dopo la partenza sino quasi a Riva ha scatenato e scatenerà tutto
il suo vigore. Qualcuno dice che le sue tonsille abbiano sferzato
raffiche a 32 nodi! No so se il dato sia esatto ma ce la siamo
veramente spassata di bolina e con il fiocco sia che si fosse sulla
veronese che sulla bresciana.
L'ascesa a Riva è massacrante in
un duello serrato con Wanderfun del caro Gio De Giuli timonato da Paolo
Angeli con un... sornione e poi capirete perchè... Alberto Azzi di
Allonsenfun.
Arrivo di Riva, non tra mille onde e raffiche, FunFollie prima, Wanderfun seconda, Allonsenfun terza!
Serata in grande allegria in un pizzeria-spaghetteria e poi tutti a nanna.
Domenica: partenza. O meglio... falsa partenza. Tutti indietro.
Noi
di FunFollie ci accorgiamo che una delle due sartie basse nel suo
innesto all'albero si è un po' sfilacciata. Consulto tra noi quattro e
poi via. Rischiamo, finchè siamo di poppa non è grave, poi vedremo.
Giaime insegna.
Il Pelèr comincia a pompare. Le barche cominciano,
scendendo verso Limone, a sembrare più a motoscafi. Alcide è partito
bene, i ragazzi di Paolino Tagliani sono lì con noi, dietro a noi si
vede Rebecca.
Si scende, la giornata è bellissima e il lago
ancor di più. Il vento è straordinariamente potente. Cicio ordina di
tenere cazzati tutti e due i barber. A noi però non tengono più,
costrigendo Herby a tenerli lui cazzati. La pressione è pazzesca. A
destra osserviamo una straorza da cineteca di Baraonda, a sinistra i
ragazzi
di Paolino tentano una stramba! Purtroppo gli va male. E ora che si
fa?! prima o poi dovremo strambare anche noi? Cicio infonde a tutti una
tranquillità incredibile. Si stramba. Via! Governiamo bene una quasi
straorza e giù ancora con lo spy mentre ci accorgiamo che davanti e
soppratutto dietro molti hanno messo il genoa. Seguiamo orgogliosi un
Dolphin con lo spy blu. In due ore siamo a Gargnano. E' uno sballo!
siamo primi, non abbiamo tolto lo spy!!! e credo in tutti noi - così
come a sera il mio Paolo mi disse - a fine giornata sia aumentato lo
spirito di consapevolezza del nostro fare vela.
Il Pelèr a quel
punto finisce. Il Dolphin davanti a noi riesce a scendere ancora, noi
che siamo a lui dietro davanti a Torri, no. Non ci resta che attendere
l'Ora. Che però non arriva. Ad un certo punto arriva una strana termica
e cerchiamo di portarci come da insegnamenti Panzeriani verso il Gulf
de merd.
Ci siamo! Ma ca@@o! chi vediamo?! Quel sorniore dell'Alberto che ha creduto nella bresciana!
Ca@@o!
Incrocio! Ciao, è davanti, altro che di 3 minuti. Il Cicio non si
perde d'animo. Proviamo a giocarcela. Allonsenfun sembra scendere
troppo
verso l'isola e avere meno aria di noi. Forse è così! Si!
no!! Si!!! No! E' finita lui va e noi? No! L'aria ci lascia. Giù il
genoa su lo spy! Il Gulf de Merd ci accoglie in un caldo abbraccio e ci
lascia lì.Vediamo ora anche gli altri arrivare più sotto. Sono bravi i
ragazzi di Wanderfun, di Dumbo. Ecco anche Funambolo! Grande!
Ore
15.20. Fermi. Il Cicio non nè può più del sole e affida momentaneamente
il timone a Paolo e si tuffa in acqua! Ne risale subito!
Proviamo
ancora. Ma niente da fare. il tempo limite è le 16.00. Ci consultiamo.
Tocca a me la decisione: ci ritiriamo! Nessuno inoltre potrà così dire
che abbiamo sfalsato il campionato. Giù le vele, su il motore. Paolo è
d'accordo, il Cicio sorride e annuisce.
Voglio tenermi nel cuore
quello che sabato abbiamo fatto e soppratutto la discesa di oggi. Non
voglio transitare davanti all'arrivo fuori tempo massimo dopo lo
scorrere di immagini e di eventi che ci ha visto... protagonisti fino a
Torri. So che qualcuno non capirà all'arrivo la decisione ma io, Paolo,
Cicio e Herby siamo felici lo stesso.
Transitiamo tra l'isola
del Garda e la costa, incontriamo Somiachefun che ciondola vicino
all'isola, un saluto a loro poi giù verso Manerba.
Nel mio cuore,
pieno, ho le onde di sabato, gli incroci con Wanderfun timonata dal
bravo Paolo Angeli, il vento che ci sferzava sopra Limone dove noi, De
Giuli e un po' più dietro Alberto procedavamo stesse mura sotto un luce
incredibile prodotta dal sole verso Riva; ho lo stacchetto e l'arrivo a
Riva; ho la fantastica discesa di domenica, l'adrenalina, le strambe di
Herby, lo stupore negli occhi di altre barche più grandi vicine a noi
che procedevano con il genoa.
Grazie Garda! Grazie Cicio per la
tua contagiosa simpatia, la tua grande sicurezza e bravura e per il
senso di tranquillità che infondi.
Spero davvero di rivederti alla
Centomiglia! Chiudo regalandovi una poesia che da tempo tengo nel mio
ufficio appiccicata ad uno specchio. E' di Charles Baudelaire.
"L'uomo e il mare"
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
Perchè il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal suo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso nè pietà lottate
fra voi, talmente grande il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
Mi scuso per non esserci stato alle premazioni ma dipendevo da
autovetture di altri. Forse lì il president non è stato
altezza.
Un caro saluto a tutti.
Antonio