4-12-2006 Natale sul golfo, di Sergio
Prima prova della winter cup 2006-2007
(ndr:che passi far cominciare la coppa invernale in autunno, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai il "natale sul golfo" venga prima della "regata di s. lucia". Vabbè, misteri dell nautica)
Tra luci ed ombra
Finalmente la stagione incomincia a comportarsi come si deve, ed il
termometro comincia a scendere. Domenica mattina, quando alle 9 ci accingiamo a mollare gli ormeggi, ci sono circa 7 gradi all'ombra. Che si dice così, anche se poi di ombra non è che ce ne fosse poi molta, e c'è invece un chiarore lattiginoso che mette tristezza. Partiamo e cominciamo a dirigere verso portese, dove dobbiamo raccogliere l'ultimo componenete dell'equipaggio. Il fuoribordo è del solito umore ombroso e, poco collaborativo, continua a spegnersi. Decidiamo di abbandonarlo alle sue paturnie e alziamo le vele. Ci proviamo, se non altro, perchè se l'issata del genoa procede senza intoppi, la balumina della randa, salendo, si incastra nella volante e la sgancia dall'albero. Interpreto la cosa come un pessimo auspicio e sono fortemente tentato di rimettere la prua in direzione del porto, ma Alma e Annibale mi fanno desistere dall'insano proposito. Telefoniamo agli amici di Portese, perchè si preparino a darci assistenza (trad.: "non è che riuscite a procurarci un bansigo?") e scendiamo il lago con il solo genoa tangonato (piccolo tocco di raffinatezza :-)) saltellando sulle onde di un allegro peler.
Arriviamo in porto, imbarchiamo Enzo, sistemiamo la volante, torniamo fuori, proviamo lo spi per verificare se il circuito è a posto (e non lo era) e ci disponiamo ad attendere la partenza. Senza ombra di dubbio la aspettiamo un po' troppo e attraversiamo la linea quasi ultimi, lentissimi e coperti. Qualche virata alla ricerca di aria libera e finalmente il barchino parte. Risaliamo fino alla boa, giriamo, issiamo lo spi con molta, molta calma... troppa calma... lo vogliamo tirare fuori sì o no quel dannato spi? Sù, da bravi...
Scendiamo verso la boa, saltellando qua e là per corre dietro ai capricci del vento. A destra e a sinistra vediamo degli spi sgonfi, ma il nostro più o meno regge e continua a spingerci verso la nostra meta. In prossimità della boa cominciamo ad incrociare i fun battistrada che stanno già risalendo. Strambiamo sul naso di Pess (sperando di non aver infranto alcuna regola, ma non ne sono convintissimo), sù genoa, giù spi, giriamo la boa, orziamo e andiamo sottocosta. Scarsone, ci entriamo per benino e poi viriamo. Bordo lunghissimo mure a dritta e riviriamo più o meno a tre quarti del campo.
E qui vediamo due cose:
1) Il comitato è vicino alla boa di sopravento, la qual cosa ci fa sospettare una riduzione di percorso
2) Le barche che erano davanti si sono infognate vicino al porto di Portese, e sono là in fondo, sulla destra, irrimediabilmente attardate.
Oddio siamo primi. No, 'spetta, arriva deciso, mure a dritta, Wanderfun, in piena rotta di collisione, dobbiamo faer qualcosa. Preso dal panico probabilmente prendo la decisione sbagliata, e chiamo la virata invece di sfilarlo a poppa, lasciando loro in posizione di controllo e noi nella loro ombra. Un altro paio di virate e tagliamo il traguardo, effettivamente secondi di classe.
Credo che abbiano sentito le mie urla di gioia fino a Riva.
Torniamo in porto, a goderci la pasta e fagioli e le luci della ribalta :-)
Ma adesso preferisco ritornare nell'ombra.