22 aprile 2007, Regata del Piantù, di Sergio
Perchè c'è gente che preferisce farle le regate, magari
anche quelle sfigate, invece di guardare in televisione gli altri
che si divertono :)
Quando facevo il prodiere potevo arrivare il giorno dela regata, poco
prima di mollare gli ormeggi e via, adesso che mi ritrovo ad essere
armatore mi tocca anche di occuparmi di tutto il contorno, delle
pratiche burocratiche e della manutenzione del barchino.
Fortuna che avendo comprato la barca in società non sono costretto ad occuparmi di queste cose da solo :)
Sabato io e il mio coarmatore ce ne siamo andati a Toscolano, ad
iscriverci alla regata e a sistemare le tasche nel pozzetto della barca.
Quelle precedenti erano completamente marcite. Se fate conto che lo
erano quando abbiamo comprato la barca nel luglio scorso, e che
siamo arrivati
a sostituirle solo ora, vi sarete fatti un'idea di quanto siamo
scrupolosi e tempestivi nel prenderci cura del nostro gioiellino.
Serata in compagnia, con una bella grigliata ed una quantità
imprecisata, ma comunque eccessiva, di sostanze alcooliche e domenica
mi sveglio con il
solito effetto topo morto in bocca. Andiamo alla barca e la prepariamo.
Fortunatamente ormai le operazioni mi vengono in automatico,
perchè non ho ancora preso del tutto contatto con la
realtà.
Usciamo dal porto senza motore, ma fuori il vento è veramente
troppo poco per sperare di riuscire ad arrivare in tempo alla zona di
partenza, quindi posizioniamo il fuoribordo, arriviamo dalle parti
della barca comitato per scoprire che è esposta l'intelligenza e
che le procedure di partenza sono sospese.
Approfittiamo del rinvio per verificare il circuito dello spi.
Il vento rinforza leggermente e il comitato dà inizio alle
danze, noi ci portiamo nei pressi della boa e una trentina di secondi
prima del via issiamo lo
spinnaker.
Subito dopo la partenza la flotta si divide nettamente in due: un
gruppo si tiene vicino alla costa bresciana mentre l'altro dirige
deciso verso la veronese.
Noi stiamo sulla bresciana, cercando di tallonare gli amici di Allonsenfun.
Il vento pian piano rinforza, ma sempre restando ben lontano dal
destare qualsiasi preoccupazione, ed è anche piuttosto regolare
e disteso.
Le barche del nostro gruppo mantengono le relative posizioni, sgranandosi un po' man mano che il tempo passa.
Dopo circa un'ora e mezza dalla partenza arriviamo vicino alla boa e il vento improvvisamente impazzisce.
Si spegne, risale, gira, si smorza di nuovo. Giù spi e su il
genoa, poi ancora giù genoa e su spi. Ci allontaniamo dalla
costa e il vento si ristabilizza, ammainiamo
definitivamente in prossimità della boa, strambiamo a vele bianche e orziamo.
Poco dopo viriamo per non ritornare sottocosta, dove il vento faceva i
capricci. Ce ne stiamo ben in centro al lago, anche per evitare di
rifare la stupidaggine di infilarci nella piatta storica di Gargnano e
ci riavviciniamo alla costa solo per andare a girare la boa di
Bogliaco, per tornare subito verso il largo.
Questa volta però è un errore: due barche, che erano
dietro di noi, si tengono sottocosta e riescono a passarci,
perchè da quella parte c'è più vento.
Nell'ultimo bordo proviamo ad invertire i ruoli, ed arriviamo a virare
a una ventina di metri dalla spiaggia, recuperiamo qualcosa ma non
abbastanza e chiudiamo sesti su undici, a quindici secondi dal quinto e
cinque dal quarto dopo cinque ore e mezza di regata.
Naturalmente c'era un bel sole, ed altrettanto ovviamente io mi sono
dimenticato di mettermi la crema protettiva, per cui mi sono ritrovato
con la solita coloritura da aragosta.
Poco male, è stata una splendida giornata lo stesso.