L’italiano di Rimini, di Giacomo
Adesso ci provo: visto che di solito fatico a ricordare il susseguirsi degli eventi in una semplice regata di due prove, non vedo come potrei raccapezzarmi in un campionato durato tre giorni e otto prove.
Ancora al centro di Dumbo con alla prua l’Alessandro, il mitico Vulpù Alcide Morani al timone e dietro di lui il lumezzanese Mario Epis, comincia la mia avventura riminese, il mio secondo campionato italiano Fun. L’anno scorso il Morani ospite l’ultimo giorno su Funny Frog ci regalò l’ebbrezza di un secondo posto e l’emozione di portare lo spi resistendo agli attacchi del campionissimo Mazzoni; devo tuttavia aggiungere che quel secondo veniva dopo un ultimo. Quale di questi due estremi contrassegnerà il campionato 2007? Un po’ di pazienza e lo scopriremo.
Si arriva mercoledì con Diego guidatore e tetezca navigatrice (ben più efficace del tom tom della sorella di Diego); al mio arrivo Dumbo è già armato, resta solo da metterlo in acqua e fare un giretto o “provare l’assetto” come i più agguerriti preferiscono dire. La barca fa il suo dovere, io respiro a pieni polmoni il profumo di salsedine, intravedo gli occhi della tigre sul volto del mio timoniere. Si torna in porto, ormeggio, riordino barca, doccia e si va a mangiare tutti insieme appassionatamente. Continuo a vedere gli occhi della tigre anche se lui sostiene di essere solo ubriaco! Ovviamente, visto che avevo fame e sete, la morigeratezza non è stata la virtù cardinale che ha guidato la mia cena e in nottata tra emozione, alka selzer e malox dormo da cani.
Primo giorno, usciamo tutti agguerriti dal lungo canale e ci avviciniamo al campo di regata, il pubblico numeroso si accalca lungo la riva e le forze dell’ordine faticano a contenere la folla che tra sirene e urla di incoraggiamento saluta l’uscita in mare dei suoi beniamini. Vento instabile di circa 10-12 nodi (credo), partenza infuocata, Dumbo cerca di infilarsi tra One sails-Lillia e la barca giuria ma viene rovinosamente chiusa fuori… dopo un giro in Croazia riusciamo a ripartire, saldamente ancorati all’ultimo posto. Non molto diverse le altre partenze, anche se meno aggressive, e il risultato alla fine della prima giornata è per noi inesorabile. I nostri compagni fungardesani danno ottima prova di se, soprattutto Funny frog che mettete subito le cose in chiaro con un 6° posto nella prima prova e pure Allonsenfun che dopo un inizio al rallentatore si comporterà benissimo con una serie di quarti posti.
Serata tranquilla, cena di pesce sotto il tendone, si segnalano: il decolletè della cameriera bionda, gli spiedini e il completino candido dello squadrone capitanato dal Cicio. Fine serata classico a base di Mojito al Coconut sul lungo mare.
La mattina è dura alzarsi, il vento rinfresca, l’onda si gonfia come le borse sotto gli occhi del povero tailer, e la pioggia minaccia i coraggiosi regatanti. Le cronache parlano di 16 nodi, di certo resteranno nella mia memoria le esaltanti planatone in strapoggia sull’onda! la barca va piuttosto bene, la manina di ceramica del vulpù, allentata anche questa volta in partenza, riesce a recuperare qualche posizione, ma siamo ancora troppo lontani dalle posizioni più dignitose della classifica. Dopo due prove belle toste ci rimandano a casa: voci dicono che uno dei giudici sta vomitando dal mal di mare, altri adducono scuse legate al meteo preoccupante. Banchetto offerto dalla classe Fun sempre sotto il tendone ma privo delle segnalazioni di cui sopra, causa menù meno allettante e mises meno vistose. Comunque bella serata, conclusa con una semplice birretta al baretto in spiaggia davanti all’albergo.
Ultimo giorno: l’equipaggio di Dumbo, trepidante, attende la zampata del Vulpù, quella che fece sognare il pubblico di Bellano, il magico bordo dela disperasiù. Vento tra gli 8 e i 10 e assai ballerino, difficile posizionare il campo di regata; si parte, da cani, rincorriamo la flotta, non siamo poi messi così male, Cavalcastelle ci passa dietro, e alla virata successiva è avanti di 4 lunghezze, non capisco più nulla! La zampata sta tardando troppo, ma la speranza è l’ultima a morire, noi tutti ricordiamo la finale di Luna Rossa contro America One, conclusasi al termine delle 9 regate, al cardiopalma: così qui a Rimini!
Ottava e ultima partenza, l’equipaggio ci mette tutto l’impegno, anche il tailer (lo scrivente) si azzarda a perentori “orza p***** m****” e finalmente si parte abbastanza bene. Una bolina a tratti surreale, battaglie in boa e in avvicinamento, una virata stretta di Allonsenfun, incroci da controllare, insomma siamo in regata! Resistiamo, gli dei aiutano le issate e Morani non sbaglia nulla, è arrivata la zampatine e siamo settimi, nulla di esaltante ma abbastanza per suggellare con un risultato soddisfacente questo bellissimo campionato.
Il resto lo immaginate, la fila sotto la gru, Vitali che forse passa davanti a tutti e gli insulti che rimbombano nel marina, disalberamenti precisi e controllati, altri pericolosi… insomma si smonta il tendone, è finito il circo. C’è tempo per un’ultima mangiata e un’ultima bevuta tutti insieme, gardesani e lariani uniti sotto la bandiera del Fun!
Lunga vita alla classe Fun e arrivederci a Malcesine.