9 settembre 2007, Centomiglia, di Sergio
Arriviamo nei pressi della partenza verso le otto.
Vento quasi completamente assente, decidiamo di issare il genoa.
Esattamente quattro minuti prima della partenza il ventone arriva: rapidissimo cambio di vela e via.
Risaliamo verso l'alto lago, con il vento che rinforza e le onde che si alzano.
Notizie di stampa parleranno di 35 nodi, lupi di mare scettici
affermano ce ne fosse qualcuno di meno, sta di fatto che incontriamo un
barcone scuffiato e un dolphin disalberato... le condizioni erano dure
anzichè no.
Noi quatti quatti resisitamo alla buriana, e arriviamo alla boa di
Navene verso le 11:30, con il vento che, pur calando, si mantiene
sostenuto.
Giriamo la boa e con tutta calma issiamo lo spi, a centro lago strambiamo e ci dirigiamo verso l'isola del Trimellone.
Mentre stiamo passando nel canale tra l'isola e terra all'improvviso il
vento gira, e ce lo ritroviamo di nuovo sul naso, piuttosto forte.
Il cambiamento mi spiazza, fatico a tenere la barca, sbaglio un paio di
virate, poi passiamo la boa e comincio a ritrovare equilibrio e
stabilità.
Veloci veloci riguadagnamo Bogliaco.
L'aria cala, mantenendosi però più che sufficiente per muovere la barca, le condizioni migliori per navigare.
Cominciamo a goderci la splendida giornata di sole e l'ottimo panorama
che fino a quel momento avevamo trascurato, presi da necessità
più pressanti.
Dopo Bogliaco torniamo sulla veronese, viriamo tra Torri del Benaco e
punta S.Vigilio per non andare a sbattere sulla costa e il vento gira
verso est, permettendoci di poggiare fino a poter tenere lo spi.
Bella discesa veloce fino alla boa di s. Sivino, dove ritroviamo
qualche altro fun che ci aveva distanziato nella prima parte della
regata.
Giriamo assieme ad un nugulo di barche, che ci tolgono aria.
Quasi tutti restano sotto costa, noi decidiamo di spostarci al centro
per avere aria più libera e per evitare le famose piatte della
rocca di Manerba.
Il vento oscilla un po' quanto a direzione e intensità, facciamo
qualche virata per assecondarlo ma riusciamo a risalire abbastanza
agilmente fino all'altezza di Toscolano dove veniamo accolti dal buio e
da una bonaccia pressochè totale.
Accendiamo le luci e dondoliamo un po' quasi completamente fermi.
Piccoli sbuffi di aria, ogni volta provenienti da direzioni diverse, ci
sospingono, fino ad arrivare nel golfo di Gargnano, dove soffia un
robusto San Carlino.
Niente di eclatante, una decina di nodi, ma c'è buio e sono stanco morto, la situazione mi inquieta alquanto.
Un paio di virate e tagliamo il traguardo alle 22:38, quarti di classe.